In un clima irreale, a poche ore dalla scomparsa dei genitori del nostro mediano di apertura, a Tor Pagnotta tra Rugby Roma e L’Aquila finisce 21-21
Ci sono partite che, in linea teorica, filosofica, non andrebbero giocate. Poi, quando ci si trova in un ambito professionale che coinvolge tanti altri fattori, avversari, arbitri, un calendario federale da rispettare, si deve, obtorto collo, scendere in campo. E’ con questo sentimento che la Rugby Roma si è approcciata alla sfida con L’Aquila, per la decima giornata del campionato di Serie A.
Perché la tragedia che ha sconvolto la famiglia Mazzi, un nome che è leggenda nel rugby laziale e nella storia della Rugby Roma, è un evento che nessuno, neanche lontanamente, è preparato a sopportare e superare. La scomparsa a poche ore di distanza di Maura e Luciano, i genitori di Simone Mazzi, è una tragedia che investe il club e tutta la famiglia bianconeroverde. Per Simone, approdato alla Rugby Roma solo un anno fa, e per Giampiero, assieme al fratello Luciano bandiera bianconeroverde, campioni d’Italia nel 2000. “Eventi sconvolgenti, non c’è altro modo per definirli”, dice il vicepresidente e direttore sportivo Fabrizio Pollak. Legatissimo, ovviamente, alla famiglia Mazzi. “Un simbolo, una leggenda del club. Tutti qui viviamo quotidianamente la qualità del lavoro che porta Giampiero, come allenatore, come dirigente, come genitore. Simone è arrivato da poco nella nostra famiglia, in punta di piedi, ma in pochissimo tempo è diventato un punto di riferimento. Non posso pensare che dopo la scoparsa della mamma si era comunque messo a disposizione per giocare la partita di oggi. Ma oggi il rugby passa in secondo piano, inevitabilmente. Rugby che purtroppo è anche questo, uno sport che fa nascere amicizie che durano una vita, che si rafforzano di anno in anno. E, come nel caso della famiglia Mazzi, anche in momenti come questi non puoi far altro che ringraziare il rugby per averti permesso di conoscere persone così speciali. Noi, come Rugby Roma e come singoli individui, siamo vicini a Simone e Giampiero sotto ogni forma e continueremo ad esserlo, domani e per sempre”.
C’è da dire anche che, come a Firenze la scorsa settimana, si perde una partita giocata punto a punto: “In questi casi una scelta sbagliata o un errore nei momenti chiave diventano decisivi”. Ora Montella conta di recuperare qualche giocatore e qualche energia mentale in vista della prossima sfida con L’Aquila, sempre a Tor Pagnotta fra una settimana: “Vogliamo prepararci bene e giocare una partita importante. Nei momenti difficili i ragazzi hanno sempre titato fuori orgoglio e attaccamento e hanno sempre risposto bene”.
Per la cronaca, la partita è finita 21-21, con la strameritata meta allo scadere di Nicolò Zorobbio a evitare quella che sarebbe stata una vera e propria beffa. Pareggio che permette a L’Aquila di restare al quarto posto con 26 punti e sempre a +2 sulla Rugby Roma.
Questo il tabellino.
Roma, Stadio Renato Speziali.
Campionato di Serie A, Girone 4.
Domenica 1 febbraio 2026, k.o. 14.30.
Rugby Roma-La Rugby L’Aquila 21-21 (14-7).
Rugby Roma: Pollak; Pastore Stocchi, Battarelli (73’ Tosco), Zorobbio, Vellan (29’ Fabio); Adriani, Casasanta; Carballo, McLarnonn(52’ Romani), Moroldo; Di Salvatore, Fatucci (66’ Cordella); Vivaldi, Fusco, Fratini (64’ Ralaimaroavomanana). All. Montella.
LA Rugby L’Aquila: Sant’Antonio; Marzi, Caporale (58’ D’Antonio), Sansone, Capocaccia; Antonelli, De Nicola; D’Onofrio, Galliano (59’ Gabrielli), Daniele (71’ Sciarra); Suarez, Fiore; Romano (64’ Nardantonio), Masetti (63’ Lepidi), Breglia (64’ Quaglieri). All. Parisse.
Marcatori: 11’ m. Fratini tr. Adriani/R, 24’ m. D’Onofrio tr. Antonelli/L, 33’ m. Casasanta tr. Adriani; 58’ m. Antonelli tr. Antonelli/L, 77’ m. Lepidi tr. Antonelli/L, 80’ m. Zorobbio tr. Adriani/R.
Arbitro: Pompa (Chieti). AA1: Di Maio (Na). AA2: Esposito (Na).
Cartellini: gialli al 43’ Fabio/R e Capocaccia/L, al 56’ Fratini/R.
Calciatori: Adriani/R 3/3, Antonelli/L 3/4.
Note: 200 spettatori.