L’esordio casalingo per prima squadra e cadetta di domenica scorsa ha segnato l’avvio del nuovo corso tecnico: nuovo assistente allenatore per Montella e nuova coppia alla guida della seconda squadra

La prima domenica dei campionati di Serie A e Serie B ha segnato anche l’avvio di un nuovo corso negli staff tecnici di prima squadra e cadetta. Sotto la regia dell’head coach Daniele Montella, infatti, c’è stato l’esordio nei nuovi ruoli per tre uomini: Alessandro Natoli, passato dalla cadetta ad assistente allenatore della prima squadra, e di Gianluca Vella e Alessandro Perissa, la nuova coppia alla guida della seconda.

Alessandro Natoli

All’esordio per la cadetta nel nuovo Girone 5 del campionato di Serie B è arrivata la sconfitta in casa per 5-15 con il Nuovo Salario, ma per Vella e Perissa era solo la prima occasione per poter mettere in pratica quanto sin qui lavorato. Di tempo per crescere e migliorare, la squadra ne avrà. “Mi sono calato nel nuovo ruolo con spirito di responsabilità, per lavorare e al tempo stesso per mettermi alla prova, anche nel prendere decisioni”, dice Vella, nuovo allenatore capo della cadetta. “Il mio nuovo ruolo implica una diversa attitudine nei confronti dei ragazzi, rispetto al mio passato in prima squadra con Daniele. Se dovessi fare un esempio, direi che prima recitavo il ruolo del poliziotto buono, se così si può dire, oggi mi ritrovo nella necessità di ricoprire l’altro. Anche se non ho esattamente quella indole: con i ragazzi cerco di parlare molto, forse anche troppo. Però è come voglio interpretare il ruolo: non voglio lasciare spazio a fraintendimenti, non do niente per scontato. Con Perissa siamo cresciuti insieme in campo, mentre questa collaborazione tecnica è una novità. Ma non gli manca l’esperienza, ha ricoperto questo ruolo già con i più piccoli. E posso dire che vedo da parte sua il piglio giusto. Io cerco da fargli un po’ da chioccia. Se io ho la responsabilità dei trequarti, lui ha quella degli avanti. Anche se a me spettano le decisioni generali, non c’è mai una presa di posizione, alla base c’è sempre il confronto franco e diretto”. 

Gianluca Vella

Per Perissa, oltre tutto, l’approccio al nuovo ruolo arriva a strettissima distanza dalla vita da atleta appena conclusa: una difficoltà innegabile. “E’ vero, è complicatissimo”, dice l’ex flanker e bandiera bianconeroverde. “Vivo le emozioni ancora come se fossi un giocatore, in realtà nel nuovo ruolo devo trasmetterle ai ragazzi se voglio dei risultati. Non posso più farlo dando l’esempio in campo, ma attraverso le parole. L’aiuto di Montella e degli altri in questo momento per me è fondamentale: devo riuscire a creare la giusta distanza tra l’allenatore e il gruppo, nonostante si parli di ragazzi con i quali sono cresciuto”. Cosa ispira Perissa rispetto a questa nuova vita? “Sento forte l’onore della responsabilità che mi è stata affidata. E mi rendo conto che, rispetto a quello che facevo in campo, sarà importante riuscire aincanalare in maniera corretta la foga e la passione per non soficiare negli eccessi. Questi primi passi mi stanno facendo rivivere il rapporto che avevo con Riccardo Ciotti, lui rappresenta una fonte d’ispirazione: un condottiero in campo e al tempo stesso quello che mi teneva lontano dagli errori”. A Perissa questo nuovo corso piace anche per un altro motivo: “La sinergia tra le varie squadre è quella ideale, stiamo ricostruendo dalle giovanili un ambiente in cui le situazioni si vivono insieme. Nel pieno rispetto della filosofia della Rugby Roma, che cerchiamo di trasmettere anche agli stranieri”. 

Alessandro Perissa

A sorridere per i risultati di domenica c’è infine Alessandro Natoli, che Montella ha chiamato in prima squadra dopo gli anni con la cadetta. “Innanzi tutto alla fine della scorsa stagione non pensavo che sarei stato coinvolto in questo modo, quindi sono molto contento”, dice il nuovo assistente della prima squadra. “E’ un gruppo che conosco da tanto tempo, con tanti ragazzi ho giocato anche assieme. Cosa sto portando? Allenamenti un po’ diversi, fuori dai soliti schemi. Penso che se tu sei nuovo, devi portare anche qualcosa di tuo”. E allora entriamo un po’ nel dettaglio? “Un lavoro che mette al centro l’aspetto cognitivo, neurocognitivo. Degli esercizi che possono sembrare stupidi ma che invece attivano quegli aspetti”. La prima squadra della Rugby Roma è oggi il risultato di una sinergia che vede coinvolte cadetta e Under 18. “Ritengo che cercare di lavorare con un gruppo unico di seniores sia molto importante, perché la quanrtità aiuta anche a produrre allenamenti di qualità. E siamo nelle condizioni di far esordire tanti giovani, è l’obiettivo più grande che si è dato il club”. Il rapporto con Montella, infine: “Sicuramente ci sentiamo molto più frequentemente”, sorride Natoli. “Era stato sempre lui a darmi l’opportunità di guidare la cadetta. Ha una grandissima esperienza e negli anni ha ulteriormente aperto una vocazione al confronto. Non è il padrone della squadra, anzi impersonifica il vero manager moderno, concede tanto spazio agli altri, lascia ampia libertà di lavorare. E a questo si accompagna un confronto quotidiano. Secondo me è la strada giusta”.

Alessandro Natoli