Il match dell’undicesima giornata di Serie A finisce 27-14, i cartellini gialli costano 3 mete, quella di Carballo non basta per il bonus

Vince Civitavecchia, ma una Rugby Roma più incerottata che mai dimostra che lo scarto in classifica non è affatto quello che poi si traduce in campo. Vince Civitavecchia 27-14 nell’undicesima giornata del campionato di Serie A, la seconda del girone di ritorno, ma la Rugby Roma si rammarica per le 3 mete subite in inferiorità numerica. E per gli infortuni che hanno segnato la vigilia e la partita.

L’americano Gerry McLarnon, tallonatore designato, si è infortunato nell’ultimo allenamento di venerdì, Guillaume Moroldo si è rotto un dito nel riscaldamento, Christian Rotondi si è fatto male dopo 20 minuti. “Avevamo studiato un bilanciamento tra titolari e panchina proprio per essere performanti 80 minuti a dispetto delle tante assenze, è stato molto bravo chi è entrato, ma di più non potevamo fare”, commenta alla fine l’head coach Daniele Montella. Che promuove la prova d’insieme della squadra: “Va dato merito ai ragazzi che hanno lottato alla pari contro una squadra che ha una rosa da A1, da promozione. Il vento ha influito e abbiamo attuato uno specifico piano di gioco, che finché è stato rispettato ha dato i suoi frutti. Peccato per la meta di Agustin Adriani allo scadere che non è stata convalidata, il punto di bonus sarebbe stato il premio più giusto per la nostra prestazione”.

La meta di Agustin Carballo

Una piccola critica, nell’ambito di un rapporto comunque di stima, però il coach la riserva all’arbitro: “Detto che Civitavecchia in mischia è stata obiettivamente più performante – dice Montella – e che ha rappresentato il vero e proprio ago della bilancia della partita, ci sono state situazioni che a condizioni identiche, sono state chiamate sempre a loro favore. Non è stato utilizzato lo stesso metro di giudizio”. In classifica la Rugby Roma resta sesta a quota 24, mentre Civitavecchia grazie al bonus offensivo aggancia in testa Prato con 51 punti.