A cura di Riccardo Cioni

“Una storia romana di rugby. I quattro fratelli Vinci”, è la mostra che verrà inaugurata oggi alle 18 nella Sala della Pace di Palazzo Valentini. Realizzata con il sostegno di Roma Capitale, il patrocinio della Città Metropolitana di Roma Capitale e della Federazione Italiana Rugby e la collaborazione della Rugby Roma Olimpic Club, della Polisportiva Lazio e dell’Associazione Sportiva Roma.

E’ questa l’occasione per inaugurare una rubrica con la quale la Rugby Roma intende avvicinarsi allo storico traguardo dei 100 anni di vita. Con “100 storie per 100 anni” andremo a ripercorre le tappe di questo percorso che prese vita il 21 ottobre del 1930.  “Addì 21 del mese di ottobre del 1930=VIII anno, nella casa dei Vinci, via di Villa Torlonia n.10, Roma, si sono riuniti i Signori Bigi Tullo, Nathan Goffredo, Vinci Adolfo, Chiaserotti Franco, Romei Bruno, Rusticali Aldo, Nisti Armando, Raffo Carlo, Nathan Ernesto, Vinci Eugenio, Vinci Paolo, Vinci Francesco, Vinci Piero, Bigi Giuseppe, Riganti Giorgio, Marcellini Romolo, che qui sotto si firmano, i quali hanno deciso di costituire, come di fatto costituiscono, una Società per il giuoco del Rurgby ed, eventualmente, per altre esercitazioni e manifestazioni atletiche, che si intitola Rugby Roma, con sede da eleggersi e provvisoriamente in questa casa”. Recita così l’incipit dell’atto di fondazione del nostro club. Ma chi erano i Vinci?

Adolfo Vinci
Costanza Capossela
La tessera di Costanza
Comm. Adolfo Vinci e Costanza Capossela

Il comm. Adolfo Vinci nasce a Napoli il 25 novembre 1871, da una famiglia benestante. La moglie, Costanza Capossela, nasce ad Avellino il 18 aprile 1879. Figlia di un massaro, e quindi di condizioni più modeste, conosce Adolfo lavorando in un allevamento di cani, tra cui alcuni della famiglia Vinci. Lasciata la Marina Militare, nel 1899 Adolfo parte per Santo Domingo, portando con sé Costantina. Ed è qui che il 15 gennaio 1900 nasce Eugenio, “Vinci I”. Con i denari anticipati dalla banca marsigliese della famiglia materna, Adolfo mette in piedi la sua prima attività imprenditoriale, una fabbrica di fiammiferi, dopodiché la nuova famiglia si trasferisce a New York. Dove nel 1905 il commendatore apre un ufficio legale bancario e di navigazione. Ed è qui che nascono “Vinci II” e “Vinci III”: nel 1908 nasce infatti Paolo, seguito nel 1910 da Francesco. Nel 1911 è la volta del trasferimento in Francia, a Briey, dove un anno dopo nascerà Piero, “Vinci IV”. Qui Adolfo apre invece un ufficio consolare per l’assistenza degli immigrati: erano infatti 25mila gli italiani impiegati tra miniere ed imprese siderurgiche. Nel 1916 è la volta dell’Argentina, per poi rientrare in Italia nel 1918. Adolfo vince un concorso al Ministero degli Esteri, che nel 1920 lo porterà a Washington come consigliere per l’emigrazione presso l’ambasciata. Nel 1923 rientra a Napoli e nel 1926 la famiglia si stabilisce definitivamente a Roma. Riceve nel 1931 la Legion d’Honneur dal Presidente Francese. Nel 1930 darà pieno sostegno ai figli nella fondazione della Rugby Roma, di cui la moglie Costanza divenne la prima tesserata donna (tessera numero 101).

Eugenio, Paolo, Piero e Francesco Vinci in azzurro
Eugenio Vinci (I)

Nato a Santo Domingo il 15 gennaio 1900, insieme ai fratelli, ad Alessandro Squadrilli e al romeno Andrei Balsh, darà vita alla Sezione Rugby della Polisportiva SS Lazio nel 1927. Dopo lo scioglimento, il gruppo venne accolto dall’AS Roma che inaugurò la Sezione Rugby nel gennaio 1930, salvo chiuderla alla fine dello stesso campionato. Fondata la Rugby Roma, ne divenne il primo capitano, ruolo avuto anche nelle due esperienze precedenti. Utility back, come diremmo oggi, conta 3 presenze nella SS Lazio 1928-29 e 10 presenze nella AS Roma nel 1929-30. Giocatore numero 12 della Rugby Roma, vanta 3 presenze tra il 1930 e il 1933. Infatti, fu presto impossibilitato a giocare a causa di un infortunio al menisco. Per la Rugby Roma fu anche allenatore tra il 1931 e il 1933. Azzurro numero 15, gioca la sua unica partita in Nazionale insieme ai tre fratelli il 20 maggio 1929 a Barcellona: è la prima assoluta della Nazionale italiana di rugby. Fu anche sostenitore dell’ascesa del baseball in Italia. Morì d’infarto a Roma il 29 gennaio 1951. Il centro di preparazione olimpica del Coni dell’Acqua Acetosa, prima di Giulio Onesti, era dedicato a lui.

Eugenio Vinci
Paolo Vinci (II)

Nato a New York il 6 febbraio 1908, giocava principalmente come centro. Conta 5 presenze nella SS Lazio 1928-29 e 11 presenze nella AS Roma 1929-30. Giocatore numero 14 della Rugby Roma, due volte campione d’Italia (1935 e 1937), vanta 51 presenze tra il 1930 e il 1937, anno in cui, dopo la vittoria del secondo scudetto, la squadra fu assorbita dalla AS Roma, che tornò quindi ad avere una Sezione Rugby. Nella stagione 1937-38 conta 10 presenze. Azzurro numero 17, vanta 3 presenze in Nazionale, tra cui la partita d’esordio del 1929 condivisa con i tre fratelli. Alla seconda presenza segnerà anche una meta. Ufficiale dei Bersaglieri durante la guerra, nell’America del primo ‘900 la passione sportiva lo porta verso il pugilato, insieme al fratello Francesco, fino alla rottura del setto nasale. Dopodiché si dedicherà solo al rugby. Dopo essersi dedicato con i fratelli alla Rugby Roma fino al primo dopoguerra, insieme al fratello Francesco fu responsabile della rifondazione della US Rugby Lazio nel 1951, venendo anche eletto presidente. Rimarrà attivo fino alla fine per l’organizzazione e la promozione del rugby tra i giovani. Muore a Roma nel 1981.

Paolo Vinci
Francesco Vinci (III)

Nato a New York il 2 maggio 1910, anche lui giocava principalmente come centro. Conta 6 presenze nella SS Lazio 1928-29 e 11 presenze nella AS Roma 1929-30. Giocatore numero 13 della Rugby Roma, campione d’Italia due volte come giocatore (1935 e 1937) e due volte come allenatore (1948 e 1949), vanta 71 presenze tra il 1930 e il 1950. Conta anche 21 presenze nell’AS Roma del biennio 1937-39. Della Rugby Roma fu anche capitano tra il 1934 e il 1937 e tra il 1944 e il 1946 e allenatore tra il 1945 e il 1950. Detiene inoltre il record di 6 mete segnate in una partita ufficiale (Rugby Roma-Guf Napoli del 13 dicembre 1931). Azzurro numero 16, conta 15 presenze in Nazionale tra il 1929 e il 1940. Nella sua ultima gara, a Stoccarda il 5 maggio 1940, gli azzurri battono i tedeschi grazie a un suo drop. Il giorno dopo la Germania invaderà la Francia. Della Nazionale fu anche capitano in due occasioni e allenatore nel 1950. Come già detto, insieme al fratello Paolo è attratto dal pugilato, ma poi partecipa a un provino per la squadra di calcio della SS Lazio. Promosso, decide però dopo qualche incertezza di virare sul rugby, praticato per le strade di New York da piccolo. Lasciata la Rugby Roma nel 1950, insieme al fratello Paolo fu responsabile della rifondazione della US Rugby Lazio nel 1951, venendo anche eletto presidente onorario, contemporaneamente anche allenatore e giocatore, fino al 1957. Francesco nel dicembre del 1952 parte per Fort Knox (Usa), dove rimane sei mesi per delle esercitazioni militari, e al suo posto come allenatore subentra Mario Ricciardi. Quando nel 1958 si trasferisce a Parigi con la moglie e la figlia, seguendo la squadra da lontano fino al 1968, la Lazio Rugby è allenata da Piero Gabrielli e in seguito da Umberto Silvestri. Francesco rientra in Italia nel 1969, dopo alcuni anni a Parigi, prima come ufficiale presso lo Shape, il quartiere generale della Nato, poi con un incarico all’Eldo, European Launcher Development Organisation (Agenzia spaziale europea), e infine a Bruxelles di nuovo presso lo Shape. Insieme al fratello Paolo, continua a seguire il rugby fino alla fine anche se senza rivestire incarichi ufficiali. Muore a Roma il 10 febbraio 1990. Il feretro verrà coperto con una bandiera della Rugby Roma, mentre Mario Ricciardi deporrà al suo interno una tessera della Rugby Lazio.

Francesco Vinci
Piero Vinci (IV)

Nato a Briey il 25 novembre 1912, giocava invece come mediano d’apertura. Conta 5 presenze nella SS Lazio 1928-29 e 11 presenze nella AS Roma 1929-30. Giocatore numero 15 della Rugby Roma, campione d’Italia nel 1935, vanta 51 presenze tra il 1930 e il 1936. Conta anche 3 presenze nella AS Roma 1938-39. Della Rugby Roma fu anche capitano tra il 1932 e il 1935. Azzurro numero 18, conta 13 presenze in Nazionale tra il 1929 e il 1939. Nel 1931 entra anche nella Lazio Nuoto come stileliberista, e praticherà anche pallanuoto e tuffi. Nel 1933 diventa capitano della Nazionale e lo rimarrà fino al 1935, con alte due chiamate nel 1937 e 1939. Sempre nel 1933 si laurea in Giurisprudenza a Roma. Nel 1936 è costretto a lasciare la Rugby Roma per intraprendere la carriera diplomatica. Durante la guerra, Piero (Vinci IV) è viceconsole a Zurigo, per la sua prima missione diplomatica, dove rimane fino al 1943, anno in cui viene trasferito in Bulgaria, a Sofia. Alla fine della guerra, Piero continua la sua carriera diplomatica all’estero. Nel 1949 è a Beirut dove resta fino al 1954, per poi trasferirsi a Londra. Nel 1952 diviene Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana e nel 1956 diviene Cavaliere Ufficiale. Nel proseguire la sua carriera diplomatica, che lo porta lontano dall’Italia, mantiene, come socio fondatore, la tessera della Rugby Roma fino ai primi anni Sessanta. Nel 1961 riceve la carica di Commendatore. Nel 1963 si trasferisce a New York, come capo della delegazione italiana presso l’Onu, e vi rimane fino al 1972. Dal 1973 al 1975 è ambasciatore a Mosca. In seguito, svolge missioni diplomatiche tra l’Italia e l’estero. Muore a Ischia il 17 luglio 1985, in quella che è diventata la sua seconda casa.

Un ringraziamento speciale ad Anna Vinci per i racconti che ci hanno permesso di scrivere queste storie e per diverse foto qui pubblicate facenti parte del suo album di famiglia.

Riccardo Cioni

Nipote di Franco e figlio di Alessandro, figure storiche della Rugby Roma, Riccardo Cioni è stato il bianconero numero 939, maglia indossata dalle giovanili alla Serie A. Con la squadra seniores conta 129 presenze e 30 mete.