Quanto vale la promozione in Serie A? “Vale la nostra firma su un passaggio storico di questa grande società”. La vittoria a L’Aquila, la matematica certezza della promozione in Serie A della Rugby Roma portano la firma di un grandissimo gruppo, guidato fuori dal campo da Daniele Montella e in campo dal capitano Matteo Battarelli. Uno che la Rugby Roma ce l’ha nel sangue. 

Tre aspetti fondamentali - dice Battarelli - che hanno contribuito alla promozione? Avere creato un ottimo gruppo di amici: ci vediamo quasi tutti i giorni a pranzo o cena, se hai un problema chiunque ti viene in aiuto, siamo una famiglia. Gli allenatori Daniele Montella e Simone D’Annunzio. E la voglia di noi giovani che da sempre ascoltiamo i racconti dei grandi giocatori del passato della Rugby Roma: volevamo a tutti i costi mettere una firma su questa grande storia”. Quella di domenica con la Capitolina sarà l’occasione per festeggiare davanti alla gente di Tor Pagnotta, ma sarà anche una sfida molto speciale per Battarelli, che con quei colori ha anche giocato: “Ho giocato con parecchi ragazzi che sono nella loro seconda squadra, ma alla fine siamo tutti ragazzi che giocano insieme sin da piccoli. La Capitolina per me è anche un punto di riferimento dal punto di vista dell’impianto: per un ragazzo come me cresciuto alla Rugby Roma e passato anche per l’URC, il paragone viene spontaneo e con la massima tranquillità posso dire, guardando quella che oggi è casa nostra, che ci siamo arrivati. Da giocatore, poi, posso aggiungere che ce l’ho fatta anche di qua e non vedo già l’ora di affrontare il prossimo anno la loro prima squadra in Serie A”.

Il centro e capitano bianconero compirà 28 anni il prossimo 12 maggio, ha iniziato a giocare a 6 anni con la Rugby Roma al Tre Fontane, poi dopo il fallimento ha passato un anno a Colleferro e uno all’URC, prima di tornare a casa. “Un giorno parlando con l’ex capitano Fabrizio Marra e altri mi sono sentito di tornare a casa mia. Mi ero ritrovato a giocare sui campi più disparati e quando ho visto Tor Pagnotta non ci potevo credere: c’erano ancora tutti i lavori da fare, era un pezzo di terra, ora è diventata casa. E mi sono detto che non avevo più bisogno di sapere in quale serie avrei giocato, stavo tornando a casa. E’ stata la scelta giusta: il sogno di bambino di indossare sempre questa maglia, che si era spezzato, rivive oggi, quando ogni giorno torno al campo e ammirano la bellezza di quello che è stato creato”. Tanto che dalla promozione appena conquistata al sogno di una Serie A da affrontare, con queste basi il passo è breve: “Abbiamo già giocato delle amichevoli di quel livello e sento che siamo in grado di gocarcela. La squadra sente di poterci stare in quel campionato. Il gioco è perfetto e se magari arriva qualche innesto giusto…”.

Che poi Tor Pagnotta è due volte casa per Battarelli, visto che ci vive anche. “E c’è anche il ristorante di famiglia, ‘da Riccardo’, il mio bisnonno”. In effetti tra Vicolo dell’Annunziatella e la Rugby Roma sono meno di 6 km, meno di 10 minuti in macchina: scuse per non dare una mano non ce ne sarebbero, ma a quanto pare il nostro capitano si lascia un po’ desiderare… “Ci pensano mamma Armida, zia Simonetta e mia sorella Luciana. Io do una mano quando posso…. In compenso la squadra e tanti ex giocatori vengono spesso a mangiare”. Non è la stessa cosa, Matté, in cucina ci stanno piatti da lavà…

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