Dopo le qualificazioni regionali, nel weekend in Veneto si assegnerà il titolo: la squadra sarà composta da 12 giocatori e sarà guidata da Tosco, Caporicci e Gilardi

Partirà sabato mattina il gruppo della Rugby Roma che giocherà a Silea (in Veneto) la fase finale del Trofeo Nazionale Rugby Seven Under 16 “Piero Dotto”. La squadra diretta da Walter Tosco, Fabio Caporicci e Yvan Gilardi ha chiuso infatti al primo posto la serie di tornei di qualificazione del Lazio e sfiderà le migliori compagni delle altre regioni.

Il torneo si svilupperà secondo il classico format del seven: 4 gironi da 4 squadre che poi qualificheranno per le semifinali e le finali dei vari percorsi. “E dire che abbiamo iniziato quasi per caso”, sorride Walter Tosco, il responsabile tecnico delle Under 16 della Rugby Roma. Tosco che però di esperienza ne ha, prima da giocatore e poi anche da allenatore di rugby a sette a Colleferro. “Siamo partiti senza particolari aspettative con l’idea di partecipare ai tre tornei organizzati da FIR Lazio soprattutto per dare ai ragazzi un nuovo obiettivo con la stagione appena conclusa. Poi abbiamo vinto tutte le partite e ci siamo accorti subito che il gruppo si era adattato molto bene alla formula seven”. Da quel momento è iniziato un lavoro specifico durato circa un mese: gli allenamenti sono stati orientati alle caratteristiche del rugby a sette, disciplina che richiede velocità, lettura degli spazi e capacità decisionali immediate. Una volta raccolte le disponibilità dei ragazzi, lo staff ha scelto gli atleti ritenuti più adatti al seven, privilegiando rapidità, abilità tecniche e qualità nella gestione della palla. “All’inizio – dice Tosco – abbiamo puntato sui profili che sulla carta sembravano più adatti, ma poi durante gli allenamenti molti ragazzi sono cresciuti tantissimo. Abbiamo visto un miglioramento continuo nella capacità di interpretare il gioco”.

Anche nel seven Under 16 si gioca su campo regolamentare per 7 minuti a tempo. Un’intensità elevatissima che obbliga gli allenatori a gestire attentamente le rotazioni: i cambi sono continui e possono essere effettuati rapidamente, quasi come avviene nel basket. Più che su tabelle e cronometri, però, il lavoro, spiega Tosco, si basa sul rapporto costruito con i ragazzi durante la stagione: “Ci fidiamo molto delle nostre sensazioni e del feedback dei ragazzi, che se capiscono di aver dato tutto possono alzare la mano e chiedere il cambio. C’è fiducia reciproca e questo aiuta”. Al di là del risultato finale che arriverà da Silea, l’esperienza ha già fornito indicazioni interessanti sul valore formativo del seven per i giovani della Rugby Roma. “All’inizio – aggiunge il coach – ero un po’ scettico, invece ho cambiato idea. Per ragazzi di questa età il seven è molto utile anche in funzione del rugby a quindici. Aiuta tutti quei giocatori che devono leggere gli spazi, interpretare le situazioni e prendere decisioni rapide. Ogni scelta è determinante: o trovi il varco e segni, oppure sbagli e rischi di subire meta”. Secondo il tecnico, il Seven potrebbe rappresentare anche una disciplina da sviluppare in maniera più strutturata in futuro. Pur ritenendo l’Under 16 l’età ideale per avvicinarsi a questa variante del gioco, immagina percorsi più specialistici per i ragazzi più grandi, seguendo il modello delle nazioni che hanno investito con successo nel rugby olimpico.

Un altro aspetto positivo riguarda la motivazione dei ragazzi a fine stagione. Quando il campionato termina, soprattutto per chi non disputa fasi finali, il rischio è quello di perdere stimoli. Il seven ha invece fornito un obiettivo concreto. “È stato molto utile anche per questo. I ragazzi – dice Tosco – continuano a venire al campo con entusiasmo. Certo, il caldo e la stanchezza a fine anno si fanno sentire, ma avere davanti un torneo nazionale li aiuta a mantenere alta la motivazione”. Dal punto di vista tecnico, la selezione ha confermato alcune tendenze prevedibili ma anche regalato sorprese. I giocatori più presenti provengono naturalmente dal reparto dei trequarti, mentre le prime linee trovano meno spazio in una disciplina che premia soprattutto corsa e agilità. Ma qualcuno ha davvero sorpreso i tecnici: “Pensavo che avremmo pescato quasi esclusivamente tra ali e trequarti, invece i ragazzi che giocano in seconda e soprattutto in terza linea si sono adattati magnificamente. Alcuni sembrano davvero cresciuti dentro il seven. Anche in mischia? A parte il fatto che è un momento di gioco velocissimo non paragonabile a una mischia a quindici, c’è stata applicazione e comprensione da parte di tutti”. Segno che il Seven, oltre a essere uno spettacolo dinamico, può rappresentare una straordinaria occasione di crescita tecnica e personale per i giovani rugbisti. Silea sarà il banco di prova finale, ma il percorso compiuto finora ha già lasciato indicazioni preziose per il futuro.

Questa la lista dei 12 giocatori della Rugby Roma convocati per le finali del Trofeo Nazionale Rugby Seven Under 16: 1 Cacciotti, 2 Grasso, 3 Priori, 4 Flora, 5 Pietrini, 6 Fratta, 7 Lanciotti, 8 Giarrizzo, 9 Liguori, 10 Orsini, 11 Riso, 

Credit Foto: Francesco Riso