In 300 sul campo di Tor Pagnotta per la prima edizione del torneo dedicato al presidente della rinascita. Le lettere di Malagò e Cochi, la visita di Vaccari. E Pollak: “Lo avrebbe voluto così”
Ci sono due lettere, firmate da Giovanni Malagò e Alessandro Cochi. Due amici di Bebo, prima che uomini di sport e istituzioni. Sono due lettere recapitate alla Rugby Roma in occasione del primo Torneo Alberto Emett, che ha visto protagonisti lo scorso weekend 300 bambini sul campo di Tor Pagnotta. Il “suo” campo, visto che era toccato proprio a lui da presidente aprire quei cancelli e avviare il club verso un nuovo capitolo.
Malagò era un amico di famiglia e nel ringraziare la Rugby Roma “per l’iniziativa che certifica li senso di appartenenza capace di legarvi allo sport e ai valori che lo presiedono”, si rivolge poi alla figura dell’amico: “Quei valori che Alberto ha sempre onorato, mosso dalla volontà di promuovere il rugby, di avvicinare i giovani, di plasmare un modello che potesse diventare un riferimento speciale per l’intero movimento. C’è riuscito, ha lasciato un’eredità speciale: ha segnato la rinascita del sodalizio e ora continua ad accompagnarvi simbolicamente con quell’energia che riuscirà a permeare le iniziative che riuscirete a sviluppare omaggiandone la statura, dirigenziale e umana, che tutti gli riconoscevano”. Da sempre vicino alle vicissitudini della Rugby Roma, nella cattiva e nella buona sorte, sia per dovere istituzionale che per passione e amicizia, Alessandro Cochi, oggi presidente Coni Lazio, ha scritto di Emett: “Non lo ricordiamo con nostalgia del passato, ma lo evochiamo come guida attiva per interpretare il presente e questa meravigliosa pagina sportiva ne è l’esempio”.
Il successo del Torneo dedicato all’amico Bebo ha toccato la commozione del compagno di viaggio della rinascita, Fabrizio Pollak, che oggi del club è vicepresidente e direttore sportivo: “Abbiamo apprezzato tantissimo il gesto di Malagò e Cochi. Guardando il torneo, la cosa che mi rendeva felice era sapere che stavamo realizzando il progetto di Bebo: lui voleva vedere correre i ragazzini su questo campo. Ha funzionato tutto alla perfezione. E ringraziamo tutti: dal ristorante alla segreteria con Paola Spadavecchia, dal direttore del minirugby Mario Salvi al nostro head coach Daniele Montella, senza dimenticare Riccardo Cioni, che era impegnato fuori con le Fiamme Oro ma che ci ha dato una grossa mano nell’organizzazione”. Nel via vai di amici passati lungo l’arco della mattinata, Pollak ci tiene a menzionare l’ex ala azzurra Paolo Vaccari: “Ha conosciuto Bebo e lo apprezzava, mi ha fatto molto piacere la sua visita”. Prima delle premiazioni, l’attuale presidente Svevo Valentinis e il suo predecessore Roberto Corvo hanno ricordato la figura di Bebo Emett. Torneo che per la cronaca ha registrato il doppio successo delle Fiamme Oro nelle categorie Under 8 e Under 10.