A cura di Riccardo Cioni
Oggi vogliamo raccontarvi, dando anche qualche numero, di tutti gli stranieri della storia della Rugby Roma per nazione rappresentata. Ovviamente, per alcuni di essi ci saranno in futuro capitoli dedicati.
Argentina (36)
Il primo “Puma” della nostra storia è ancora oggi in bianconero, seppur nelle vesti di allenatore dei giovanissimi: è Juan Manuel Bigi, classe ’59, che vestì la maglia del club per qualche partita all’inizio degli anni ’80, quando arrivò in Italia per motivi di studio, non lasciandola più. Ma non finisce qui: Manuel è infatti figlio di Giuseppe e nipote di Tullo, entrambi fondatori della Rugby Roma nel 1930 nonché portatori delle maglie bianconere proprio dall’Argentina, dove erano emigrati. Ma questa è una storia che racconteremo più avanti. In chiusura dello stesso decennio troviamo poi la seconda linea Pablo Durante, seguito poi da Gaberil Filizzola, che però vestirà l’azzurro. Da qui in poi i nomi argentini saranno molti: Sergio Gomez (terza linea), Marcelo Valesani (seconda linea), Javier Pertile (estremo), Andres Gramajo (terza linea, già campione d’Italia giovanile con lo squadrone di Mazzi e Missori). Arriviamo quindi a coloro che erano parte della squadra Campione d’Italia del 2000: Joaquin Zalazar, Ramiro Martinez Frugoni (pilone, tornato anche in un secondo momento), Gonzalo Camardon (mediano) e Ramiro Pez (apertura, anche lui azzurro). Continuiamo negli anni duemila con: Santiago Garcia Lanza (pilone), Mario Pereyra (pilone), German Aristide (trequarti), Duncan Forrester (apertura), Santiago Monteagudo (estremo), German Ariel Fontana (pilone), Lucas D’Angelo (estremo, ancora oggi tecnico di diverse squadre in Italia), Maximiliano Freschi (centro), Jorge Eduardo Benelbas (trequarti), Oscar Murgier (centro), Leonardo Roldan (seconda linea), Marcelo Martino (pilone), Lucas Huespe (seconda linea), Juan Sebastian Francesio, detto “el sordo” (ala, anche lui azzurro e oggi d.t. del Rugby Viterbo e Rugby Lions Alto Lazio), Emiliano German (seconda linea), Joaquin Todeschini (estremo), Ulises Gamboa (pilone, attuale tecnico del Rugby Viadana), Nicolas De Gregori (pilone, anche lui incontrato spesso negli ultimi anni come avversario), Juan Ignacio Gauthier (estremo), fino a Luciano Rodriguez (apertura, passato anche nelle fila della Lazio Rugby), ultimo prima del fallimento. E anche il primo argentino dopo la rinascita è ancora con noi: è Agustin Adriani, utility back arrivato a Roma nel dicembre 2019 e ancora oggi difende in campo i colori bianconeroverdi. Dopo di lui, negli ultimissimi anni, sempre in rigoroso ordine cronologico, troviamo: Raul Santiago De Biaggio (terza linea, oggi in forza al Biella Rugby), Juan Pablo “Toti” Rivas (tallonatore, protagonista della promozione in Serie A e nel biennio successivo), Rodrigo Martin Bertoni (avanti, anche lui presente l’anno del ritorno in A), Mateo Chiotti (pilone) e per finire Abraham Antonio Elias (3° linea, l’anno scorso in forza al Petrarca Rugby e fratello del “puma” Efrain). Raggiunti a stagione in corso dal numero 8 Agustin Carballo.
Sudafrica (29)
Il primo “Springbock” bianconero fu invece Pierre Theron, che arrivò nel 1933 come allenatore-giocatore, portando una rivoluzione nel modo di giocare a rugby. E i risultati furono ben 2 scudetti (1934-35 e 1936-37). Per i successivi sudafricani bisognerà attendere più di trent’anni: nel 1969 arrivò Tay Krige, centro e nazionale sudafricano. Grazie ad un “contatto” con l’ambasciata sudafricana, nella stagione 1971-72 furono ben quattro, oltre a Krige, i sudafricani che scesero in campo, seppur senza lasciare troppo il segno: l’estremo De Brackam, il centro Van Der Spuy, la terza linea Hannath e l’ala Zorzi, di chiare origini italiane. Con Greenwood in panchina arrivano i successivi: Desmond Newton (mediano) e Richard Nurse (apertura). Negli anni ‘80 l’unico è Raymond Bellingham, mediano, passato dopo un triennio al Frascati. Negli anni Novanta, come per gli argentini, gli arrivi diventano più numerosi, ma anche importanti: Pote Fourie (terza linea, Springbock), Adri Geldenhuys (seconda linea), Charles Holwill (seconda linea), Elias Steenkaamp (seconda linea), Gert Peens (estremo, azzurro). L’unico sudafricano presente l’anno dello scudetto fu l’apertura Kenneth Ford, che però non riuscì a finire la trionfale stagione a causa di problemi familiari che lo fecero tornare in patria. Tra il 2003 e il 2004 troviamo un vero e proprio “boom” di sudafricani: Ockert Booyse (seconda linea), Adrian Buhrmann (seconda linea), Gordon Frasca (centro), Ryan Pickering (centro), Marius Goosen (apertura, azzurro e fino a poco fa nello staff della Nazionale Italiana), Jaco Willem Gouws (terza linea), Werner Lessing (seconda linea), Paul “Polla” Roux (mediano, poi anche tecnico), Darrel Eigner (apertura, oggi tecnico della cadetta del Rugby Casale), Jaco Erasmus (terza linea, oggi arbitro in Italia), Wilhelmus Visser (seconda linea, azzurro), Pierre Ribbens (pilone). Gli ultimi due furono nella stagione 2007-08: Altenstadt Hulme (seconda linea) e Jaco Van Schalkwyk (apertura).
Inghilterra (18)
Il primo inglese invece fu anche il primo straniero assoluto della nostra storia: Toby Baumann. Presente nella stagione d’esordio (che rimarrà l’unica), giocava negli avanti. Il fratello Lawrence fu protagonista nell’imbattibile Amatori Milano dei primi campionati. Dopo di lui troviamo Johnny Redfern, centro, che si trovava in Italia di passaggio ma finì per innamorarsi e rimase. Campione d’Italia nel 1948-49. Anche il figlio italianissimo Gary (terza linea) vestì bianconero negli anni Settanta. Prima di lui, ce ne furono altri quattro, nel periodo di ripartenza dalla terza serie: Griffin, Richard Moore e i fratelli Nicholas e Stephen Scott. Tornando agli anni Settanta, troviamo il già citato e noto Richard “Rick” Greenwood (terza linea, allenatore, nazionale inglese e Barbarian), che con lui portò Ian McAlister (apertura) e, al termine della sua esperienza bianconera, Brian Ashton (mediano, poi coach inglese). Un decennio più avanti troviamo Connor Mallucci (ala), Charles Cusani (seconda linea) e David Fell (centro, morto il 22 febbraio 2022 nel tentativo di salvare i figli in mare). Per ritrovare un inglese arriviamo ai primi anni duemila, appena dopo lo scudetto di Speziali: ecco Jason Keyter (centro/ala), seguito da Gareth Hemingway (seconda linea). Ancora un po’ di distacco prima di trovare Luke Myring, apertura, l’ultimo prima del fallimento. Negli anni di ripartenza in Serie C troviamo gli ultimi due inglesi: Christopher Hetherton e David Dean Houston.
Nuova Zelanda (13)
I primi neozelandesi furono Maurice Trapp (terza linea) e Andy Haden (seconda linea, All Black) nel 1977, seguiti subito da Gary Senior (terza linea) e Frank Oliver (seconda linea, All Black). Nessuno negli anni Ottanta, mentre nei Novanta troviamo uno dopo l’altro i fratelli centri Walter e Lawrence Little e il leggendario Wayne “Buck” Shelford (terza linea, All Black, allenatore-giocatore), tornato a farci visita pochi anni fa. Dopo lo scudetto troviamo Dion John Kingi (seconda linea) e prima della fine del decennio anche Lance Persico (terza linea), Hayden Reid (trequarti) e John Rawson (pilone). Dopo la rinascita, protagonista anche del ritorno in Serie B c’è Soren Ian Moller (apertura), mentre l’ultimo è il terzo centro Tausaga “Saga” Talavou Maaa, con noi la scorsa stagione e oggi in forza al Rugby Calvisano.
Australia (10)
Non poteva mancare l’ultima delle quattro nazioni dell’emisfero sud. Il primo “Wallaby” fu Stewart Edwards, terza linea, nel 1982. Nel 1994 invece arriva Julian Gardner, altra terza linea. Scudettato fu invece Nicolas “Nick” Zisti (ala, azzurro). Subito dopo troviamo Anthony Merlo (apertura), Niklas Superina (tallonatore), Michael Aldridge (seconda linea), Matthew Ferrari (centro), Rex Tapuai (centro), Todd Ollivier (pilone) e per finire l’apertura Christian Warner.
Irlanda (7)
Tornando nel nostro emisfero, i primi irlandesi furono quattro studenti a metà anni Cinquanta: i centri O’Connor e Cunningham, l’ala Formby, il pilone Bordman. I due dopo di loro erano invece sacerdoti, anno 1969: Michael Brennock (seconda linea) e Dermot Dorgan (terza linea). L’ultimo lo abbiamo conosciuto quest’anno: il pilone Jonathan Edward “JP” Phelan.
Francia (6)
Il primo “cugino” francese fu nella stagione del quinto scudetto: Cyril Schuwer, estremo. Lo seguirono, nel decennio successivo: Nicolas Martin (seconda linea), Romain Mengelle e Adrien Vigne Donati (pilone). Gli ultimi due sono in campo con noi in questa stagione: le terze linee Guillaume Moroldo e Luca Di Salvatore, fresco di convocazione con la Nazionale seven azzurra.
Stati Uniti d’America (5)
Facciamo un salto oltreoceano, e anche in questo caso torniamo alla stagione 1999-2000: troviamo infatti nella rosa di quell’anno Luke Gross, seconda linea. L’anno successivo lo raggiunse Philippe Farner, altra seconda linea. Sul finire del decennio abbiamo invece la terza linea Jonathan Gagiano, mentre nella prima stagione di ripartenza in Serie C troviamo Jason Tomas Davis, studente in un periodo di soggiorno romano. E anche in questo caso, l’ultimo americano è anche l’ultimo arrivato a Tor Pagnotta: è Gerald “Jerry” McLarnon.
Scozia (3)
Tornando dalle nostre parti, due scozzesi giunsero a Roma nel 1972: il centro Chris Rea, nazionale, Lion e Barbarian, e l’apertura Ian Robertson. Il terzo ed ultimo arriva invece solo nel 2009: è l’apertura Andrew Skeen.
Galles (2)
Concludendo anche con le “Sei Nazioni”, gli unici due gallesi della storia bianconera furono l’apertura Andrea Ross nel 1954 e il pilone Peter Rogers cinquant’anni più tardi.
Resto del Mondo
Altre otto nazioni sono state rappresentate a Roma da alcuni giocatori. Nella stagione 2001-02 troviamo dall’Uruguay la seconda linea Juan Carlos Bado, mentre nella successiva dalle Samoa arriva il pilone Kepi Lemo Felise Faiva’ai. Nel 2006-07 arriva dal Giappone l’ala/estremo Yohei Shinomiya, mentre l’anno seguente dall’Egitto giunge Ahmed El Sharkawi. L’anno dopo ancora ecco dal Portogallo il mediano José Pinto Neves, mentre nella stagione del triste epliogo troviamo il centro/ala William Helu, proveniente da Tonga. Nella prima stagione di ripartenza in Serie C troviamo Rodrigo De La Fuente, proveniente dalla Spagna, mentre l’ultimo giocatore che citiamo viene dalla Lituania ed è stato con noi la scorsa stagione: la seconda linea Povilas “Pov” Jankauskas.
Nipote di Franco e figlio di Alessandro, figure storiche della Rugby Roma, Riccardo Cioni è stato il bianconero numero 939, maglia indossata dalle giovanili alla Serie A. Con la squadra seniores conta 129 presenze e 30 mete.