Il responsabile tecnico della categoria arriva da Colleferro, l’esordio con le Fiamme Oro è andato male, ma il lavoro sarà profondo: “Ho trovato quantità, ora mettiamo qualità”
La Rugby Roma Under 16 in Elite significa “fare uno scatto verso la qualità del gioco, della crescita dei ragazzi che nel medio e lungo periodo potranno portare qualità alla crescita del club”. E’ così che Walter Tosco, arrivato da Colleferro per assumere l’incarico di responsabile tecnico delle Under 16 bianconeroverdi, spiega il significato di un traguardo che non vuole essere solo platonico, ma che dovrà portare la Rugby Roma a crescere su fondamenta ancor più solide.
L’esordio è andato male con le Fiamme Oro, ma, rubando una frase detta al mondo in un momento un po’ più importante, è stato solo un piccolo passo per la squadra, ma un grande balzo per il club. “In base alla mia esperienza, i ragazzi che giocano le Elite di Under 16 e 18 sono potenzialmente da Serie A in su”, dice Tosco. “Chiaro che non tutti riusciranno ad andare avanti, ma è quella la traiettoria”. Il tecnico ci porta poi dentro quella che è la filosofia che si vuole trasmettere al gruppo: “La priorità è insegnare ai ragazzi a riconoscere le situazioni di gioco, più che strutturarli per vincere una partita. L’obiettivo quando si scende in campo è fare la miglior prestazione possibile rispetto alle capacità e cercare di superare limiti individuali e di gruppo”.
Arrivato alla Rugby Roma chiamato personalmente da Daniele Montella. “Conoscevo l’ambiente, conoscevo benissimo Daniele Montella, perché ha iniziato a 20 anni a giocare nel Colleferro quando ero il capitano. Entrandoci dentro, sono stato favorevolmente colpito, molto colpito. Innanzi tutto perché qui abbiamo una casa come ce ne sono poche in giro. Poi ho sentito un fortissimo senso di appartenenza dei ragazzi, dei genitori, dei dirigenti, degli allenatori, un aspetto fondamentale nel gioco. E’ una cosa che noti soprattutto negli anglosassoni, perché mettono in campo quel senso di appartenenza che fa la differenza, che ti permette in campo di arrivare a fare quel placcaggio in più, perché è la maglietta che ti spinge, perché a fianco a te ci sono il compagno, l’amico con i quali sei cresciuto. E chi arriva qui da un altro club, lo sente subito. Mi sono sentito accolto in un ambiente che mi ricorda molto quello che c’era una volta e che in tanti anni di rugby vedevo perdersi”. E questo, secondo l’esperienza di Tosco, se coltivato nel modo migliore, se non disperso, porterà grandi risultati: “Avevo 24 anni quando con un gruppo di amici con il Colleferro giocavamo in Serie C, cinque anni dopo eravamno gli stessi ma in Serie A: siamo passati dalle partite col Capoterra a sfidare la Benetton e il Milan di Berlusconi. Come abbiamo fatto? Con il senso di appartenenza, con la voglia di stare insieme e di affrontare quel percorso. E oggi secondo me la Rugby Roma sta piantando i semi verso un futuro radioso”
Ma la situazione che ha trovato alla Rugby Roma, come si può riassumere dopo pochi mesi di lavoro? “Sono stato chiamato per provare ad alzare la qualità del lavoro dei ragazzi, visto che come quantità stavamo già messi molto bene. Spero di essere all’altezza”. Come prima stagione, l’obiettivo sarà quello di iniziare a prendere confidenza, per poi provare in futuro a raggiungere magari anche la Coppa Lodigiani, il titolo di campione d’Italia. Un club che porta il nome della Rugby Roma, non può lavorare per altri obiettivi.