A cura di Riccardo Cioni

Il nostro Club, la nostra Casa, la nostra Famiglia. Festeggiamo oggi 96 anni di storia, e ci avviciniamo sempre più al traguardo che dà il nome a questa rubrica. Oggi, nel riprenderla, vogliamo approfittarne per ripercorrere la storia del Club attraverso i loghi e le denominazioni sociali. Dall’atto di fondazione, in data 21 ottobre 1930, si legge che la società “si intitola RUGBY ROMA”. Come tutti sappiamo, insieme al motto “Per la Gloria del Nome” e alle maglie bianconere del Club Atletico San Isidro, portate da Giuseppe Bigi, il primo logo vede una R bianca su fondo nero e una R nera su fondo bianco.

Nel maggio 1937, dopo la vittoria del secondo scudetto, la squadra confluì nell’AS Roma, per poi sciogliersi nel 1939. Il 31 agosto 1940 si ricominciò sotto il nome di Amatori Rugby Roma, una storia breve che si chiuse il 5 ottobre del 1942 con la fusione con il Dopolavoro del Governatorato, dopo aver sfiorato il ritorno in Serie A, e con la guerra alle porte. Il 31 gennaio del 1944 finalmente il seme bianconero tornò a germogliare, e porterà ad altri due scudetti poco dopo. Nel frattempo, il 1° dicembre del 1944 era nata una nuova società con i colori biancoverdi, la Rugby Olimpic ’44. Fu assorbita dalla Rugby Roma nell’ottobre del 1946, ma sulla stessa scia, il 21 ottobre (ironia della sorte) del 1952 nacque la Rugby Olimpic ’52, società romana che divenne ben presto protagonista sul territorio nazionale arrivando a giocare dalla Serie C fino alla Serie A, incrociando poi il suo destino a quello bianconero. Proponiamo uno stemma preso da una patch applicata su una vecchia giacca della società e una sua ricostruzione digitale.

La Rugby Roma, dopo i due scudetti dopoguerra sotto la presidenza di Renzo Nostini, ebbe un periodo di declino e si arrivò nel 1954 a un passaggio di gran parte del gruppo all’AS Roma, che riprovò per la terza volta una carriera ovale, senza però in questo caso assorbire i bianconeri. Nel 1958, dopo la retrocessione in Serie B, la Rugby Roma sciolse la prima squadra, mantenendo però il settore giovanile che vinse un titolo proprio la stagione successiva. Nel 1960 venne fondata la Old Aniene Rugby Roma e le due società si fusero nel 1961 per dare vita alla Old Rugby Roma Club, continuità storica della Rugby Roma. Proponiamo due loghi ricamati con una piccola variazione, più due loghi utilizzati in occasione di due eventi internazionali.

Per fare un po’ di precisione sulle tante realtà romane dell’epoca, facciamo una piccola digressione. L’AS Roma “ter” nel 1960 venne acquisita dall’Admiral Roma, che diventò di fatto la prima squadra di riferimento del settore giovanile della Rugby Roma. Nel 1961 l’Admiral Roma, che aveva mantenuto le tinte giallorosse, divenne SS Roma Rugby, con colori “tuttineri”, rimanendo di fatto la prima squadra di riferimento delle giovanili bianconere. Nel 1963 la “tuttanera” SS Roma Rugby viene sponsorizzata Ignis, nel 1965 passa sotto l’ala protettrice del Cus Roma (non entriamo nelle complicate vicende dell’epoca), nel 1967 diventa nota con il nome del nuovo sponsor Buscaglione, e per finire nel 1971 il main sponsor divenne Intercontinentale Assicurazioni, fino allo scioglimento nel 1974. Nel frattempo, nel 1964, la Old Rugby Roma Club, continuità naturale della Rugby Roma, aveva ricominciato anche l’attività seniores, ripartendo dalla terza serie (chiamata Serie B fino al 1965, poi Serie C). Il 3 agosto 1969 si arrivò in fine alla fusione con la Rugby Olimpic ’52 e prese vita la Rugby Roma Olimpic. Ai colori bianconeri si aggiunse il verde che ancora oggi ritroviamo nei calzettoni sociali. Iniziò ad essere usato negli anni settanta un logo con le lettere RRO incrociate all’interno di un cerchio verde (in versione bianca, nera e patch), al pari di uno scudo su alcuni indumenti simile alla parte centrale del logo di oggi. Non manca la presenza degli sponsor, come Algida, su alcune patch.

Se nel 1979 la squadra si spostò al Tre Fontane, nel 1980, in occasione del cinquantenario, il logo tondo venne rivisto. Nello stesso anno prese vita, inoltre, la EUR Rugby Roma, una società satellite che si occupava di tutto il settore minirugby fino all’Under 15. La società venne riassorbita nella primavera del 1996, quando, in seguito all’avvento del professionismo nel mondo del rugby, la Rugby Roma divenne una s.r.l.

Sempre parlando di attività giovanile, il 12 giugno 2000, appena cinque giorni prima della conquista del quinto scudetto sotto la guida dell’indimenticato Renato Speziali, nacque la Rugby Roma 2000, che inizialmente, un po’ come faceva la EUR prima, si occupava dello sviluppo dei settori minirugby e juniores. Dopo pochi anni, diventerà completamente autonoma e rimarrà in vita fino al 2018. Contemporaneamente, venne fuori la Rugby Roma Junior, voluta da un gruppo di giocatori che, finita l’attività giovanile e dopo la scelta della società di non confermare la squadra cadetta, non trovavano spazio in prima squadra ma volevano giocare in un campionato minore. Di fatto non si può dire che fosse legata alla Rugby Roma, ma gli interpreti, nel triennio in cui ebbe vita, provenivano dal vivaio bianconero.

Oltre al logo e al nome, già con l’informatizzazione degli anni ottanta alla Rugby Roma Olimpic Club viene associato inizialmente il codice LARM 09, codice che poco dopo diventerà 190189. Dal 2008 fino al fallimento del 2011 il codice FIR sarà 243350, vista la trasformazione della società in Rugby Roma Olimpic SSD SRL. E proprio negli anni duemila arrivano altri due loghi: una riporta una versione un po’ allargata del logo che conosciamo, con la differenza che nella banda verde in basso compare solo la scritta “Olimpic”, senza “Club”; altro logo, completamente nuovo e non “di punta”, vede invece una testa con elmo stilizzata, non sempre accompagnata dalla scritta sotto. Prima del triste epilogo, segnaliamo la presenza di un logo celebrativo per gli ottant’anni del Club. Per completezza di informazioni, la denominazione della società sotto Alessandro Missori e Umberto Montella, nel tentativo del salvataggio dal fallimento, era Rugby Roma Olimpic 1930 SSD ARL.

Il 21 novembre del 2011 venne costituita la Rugby Roma Club SRL SD, con codice FIR 390488 e un logo che riprende nettamente quello originario. Il nuovo sodalizio ripartirà dalla Serie C e inizierà una lunga ricostruzione non priva di ostacoli. Nel maggio del 2015 infatti la società si troverà costretta ad abbandonare lo storico impianto del Tre Fontane, trovando per due anni ospitalità su campi di calcio. 

Ma è proprio in quello che sembra un momento buio, che tornerà subito la luce. Il 7 agosto 2015 infatti era stata affiliata alla FIR la Very Original Old Rugby Roma Olimpic Club (già Old Rugby Roma Olimpic Club), che il 21 ottobre (guarda il caso) del 2015 diventerà Rugby Roma Olimpic Club 1930 ASD, con codice FIR 533921. Questa data può considerarsi a tutti gli effetti il giorno della rinascita: il presidente è Alberto “Bebo” Emett e con lui ritornano il nome e il logo storici. L’attività seniores vedrà l’immediato passaggio sotto il nuovo sodalizio, chiudendo con la Promozione in Serie B, mentre le attività giovanili termineranno la stagione come Rugby Roma Club per poi confluire nella nuova realtà. La squadra Under 18, subito dopo i “grandi”, otterrà la promozione nel Girone Elite, e nel frattempo “Bebo” iniziava a mettere mano su quella che oggi è la nostra CASA. Grazie alla sua visione, e a tutti coloro che l’hanno seguita senza dubbi, oggi il Centro Sportivo Renato Speziali è un fiore all’occhiello del movimento rugbistico, romano e nazionale. È qui che abbiamo potuto ricostruire un’idea, un sogno, un’identità. È qui che abbiamo potuto festeggiare i 90 anni (+1, causa Covid), ed è qui che ancora oggi si sta insieme, nelle vittorie e nelle sconfitte. Ma sempre con la certezza che la vera forza non è nel non cadere, ma nel rialzarsi sempre.

Riccardo Cioni

Nipote di Franco e figlio di Alessandro, figure storiche della Rugby Roma, Riccardo Cioni è stato il bianconero numero 933, maglia indossata dalle giovanili alla Serie A. Con la squadra seniores conta 129 presenze e 30 mete.