A cura di Riccardo Cioni
La prima squadra in Italia ad aprire all’abbinamento del proprio nome con quello dello sponsor principale fu il Treviso nel 1954 con Garbuio, azienda produttrice di vernici. A seguire, anche altre aziende entrarono nel mondo del rugby, abbinandosi anche a più squadre nel tempo, come Ignis (che si abbinò alla SS Roma e poi alla Partenope) o Italsider (sempre con Treviso e in tempi diversi Cus Genova). E il 27 settembre 1973 anche la Rugby Roma aprì le porte alla prima sponsorizzazione.
1973-79: Algida
L’azienda leader nella produzione di gelati arrivò all’incirca un mese dopo un altro grande ingresso in casa bianconeroverde, quello di Rick Greenwood. L’incontro con l’azienda, che si affacciò anche in altri sport, fu promosso da Luigi Mazzesi, dirigente dell’azienda, spinto dalla passione dei due figli Giuseppe e Giulio, giovani atleti della Rugby Roma. Solo il primo anno l’Algida versò ben 100 milioni di lire nelle casse del club. L’improvvisa scomparsa di Mazzesi, insieme al sostanzioso appoggio economico già concesso, portarono alla chiusura dell’accordo dopo sei stagioni.
1979-81: Jaffa
Trovatasi senza sponsor, la Rugby Roma venne anche privata dell’utilizzo dello Stadio Flaminio a ridosso della nuova stagione. Sballottata tra un campo e l’altro, sarà proprio così che nascerà il legame con il Tre Fontane, mentre il nuovo sponsor divenne Jaffa, azienda israeliana produttrice di pompelmi di cui il presidente Attilio Pagni gestiva il mercato italiano.
1981-85: Tuttopanella, Oliosigillo e Young Club Sanremo
Il nuovo allenatore Paolo Paladini portò da Frascati il nuovo sponsor: Tuttopanella. Azienda dolciaria, era presieduta da Cesare Panella, che seguiva spesso la squadra armato di dolci. Che, puntualmente, sparivano ancor prima di entrare in campo. Subentrato a Tuttopanella, Oliosigillo garantì all’incirca una sessantina di milioni di lire. Successivamente, la ditta di moda Sanremo, con la quale si arrivò al nuovo accordo, fece imprimere sulle maglie da gioco il marchio “Young Club”. Parallelamente, la squadra di Paladini vedeva esordire tanti giovani che diventeranno colonne portanti nel decennio successivo e che ancora oggi vestono il bianconero in vari ruoli.
1985-90: Rolly Go, Gico, Marini&Munari, Computer Block
L’azienda di abbigliamento sportivo Rolly Go fu lo sponsor dell’ultimo anno di Paladini come allenatore e Perrone come presidente, nonché l’ultima stagione con la Serie A a girone unico. Gico, azienda di utensili domestici, restò un solo anno abbinata al nome Rugby Roma, il primo con Franco Gargiulo come presidente. Marini&Munari, come l’Algida, garantì un centinaio di milioni per la prima stagione, seppure il valore fosse ormai ben diverso. Accordo rinnovato per una seconda stagione, quando ebbe inizio l’era Renato Speziali. Nel novembre 1989 subentrò Computer Block, produttore di antifurti per automobili, che garantì l’appoggio per la stagione in corso, in un clima che presagiva una imminente risalita con Speziali al timone.
1991-93: Sparta Informatica
Nel febbraio 1991, dopo alcuni mesi senza sponsor, viene presentato quello nuovo: Sparta Informatica, di Elio Franci ed Enrico Marchiori. Con questo sponsor sulle maglie arriva subito la promozione in A1, ma soprattutto i tre anni di sponsorizzazione coincidono con tre titoli giovanili (il primo Under 17 e i due successivi Under 19).
1993-95: Magazzini del Popolo
Magazzini del Popolo è l’azienda di Gianni Romagnoli, vecchia gloria dei primi anni Settanta, che nel 1993 inizierà a dare il suo contributo a una Rugby Roma lanciata nel futuro. Contemporaneamente, arriva al Tre Fontane Wayne “Buck” Shelford. Sulla manica è presente anche Telethon. Purtroppo, nell’estate del 1995, un incendio devasta i Magazzini, e Romagnoli è costretto a chiudere la sponsorizzazione.
1996-01: Radio Dimensione Suono
Nella primavera del 1996, con l’avvento del professionismo, la Rugby Roma diviene una s.r.l., assorbe la vecchia EUR, e alla Vigilia di Natale arriva il colpo RDS. Grazie a Mauro Miccio, consigliere Rai, appena entrato in società dopo una lunga corte di Speziali, arriva l’accordo con una delle radio private più famose. Nel quinquennio seguente, al main sponsor, se ne aggiungono diversi altri (come il ritorno di Magazzini del Popolo e l’arrivo, tra le altre di Birra Peroni, Ford, Uliveto, Virgin, Stream e altri). E nel 2000 arriva la conquista del quinto scudetto.
2001-03: da Lottomatica a Futura Park
Nel 2001 Lottomatica sostituisce RDS, ma non vivrà un periodo altrettanto fortunato, anzi. Alla fine del biennio la squadra si troverà per la prima volta dopo trent’anni con il bianconero delle maglie immacolato. Nel 2004 la proprietà passa a Paolo Abbondanza, proprietario del marchio Futura Park che arriva così sulle maglie bianconere, fino al triste epilogo del 2011.
Oggi: ADJ
Dalla stagione 2019-20 è tornato un “main sponsor” sulle nostre maglie da gioco, anche se non si accoppia più al nome della squadra. Vogliamo cogliere l’occasione per ringraziare ADJ, azienda leader nell’informatica e nell’elettronica, per il sostegno nei nostri confronti. Ringraziamenti che ovviamente estendiamo a tutti i nostri partner: EdilNovelli, Geoflora, Gallelli Antincendio, Studio Medico Colombo, Focelda, Oasi di Kufra, Maxibon, Randstad, Ravo Italia, Sagad, Elite Supermercati..
Nipote di Franco e figlio di Alessandro, figure storiche della Rugby Roma, Riccardo Cioni è stato il bianconero numero 939, maglia indossata dalle giovanili alla Serie A. Con la squadra seniores conta 129 presenze e 30 mete.