Comandante aereo, ex pilastro della Rugby Roma tra gli anni'80 e '90, Bobo Corvo è diventato il nuovo presidente del club bianconero.

- Quali sono le prime impressioni appena diventato presidente della Rugby Roma?

"Più che impressioni, ci sono sensazioni molto forti. Eravamo perfettamente a conoscenza di quali fossero le difficoltà per proseguire il lavoro della Rugby Roma senza il compianto Alberto. Lui faceva quasi tutto da solo, nel senso che riusciva a inventare e plasmare soluzioni geniali che poi realizzavamo tutti insieme. Si tratta di gestire una realtà complessa come una società di rugby che ha un importante centro sportivo, è una macchina potente che va guidata con attenzione. Sono certo che con l'aiuto di Fabrizio, Silvio, Massimiliano e Carlo riusciamo a farla andare bene, consapevoli che di Bebo ce n'era uno solo". 

 

 - Raccontaci della tua carriera professionale e di quella da giocatore.

"Sono comandante di aereomobili civili: dopo aver smesso col rugby, ho inseguito quella che era la mia passione fin da ragazzo, quella di diventare pilota percorso che mi ha portato a entrare nella Air One dove sono diventato comandante, ruolo che ricopro da 20 anni. Per quanto riguarda il rugby, ho sempre vestito la maglia della Rugby Roma salvo un anno in serie C, parentesi dovuta a una discussione con la dirigenza di allora. In totale ho collezionato 203 presenze in prima squadra, e 3 con la nazionale con la quale ho svolto 3 tournée all'estero in Zimbabwe, Australia e Romania-Inghilterra".

 

 - Quali obiettivi ti poni alla guida della Rugby Roma? Che messaggio vuoi lanciare ai giocatori della Seniores e alle famiglie che portano i loro figli a giocare a rugby a Tor Pagnotta?

"Non mi pongo obiettivi diversi da quelli che erano quelli di Bebo che continuano ad essere gli stessi obiettivi del consiglio direttivo. Lo scopo principale è quello di realizzare un progetto solido che viva a lungo, pensando alle generazioni che ci seguiranno. Sarebbe bellissimo che i piccoli di oggi seguiranno il rugby anzitutto e la Rugby Roma nei prossimi decenni. Tra le finalità poi c'è quella di riportare il livello di gioco della nostra squadra e di tutti i settori a un livello competitivo e di una certa qualità. Ai giocatori della Seniores, alle famiglie dei nostri tesserati voglio dire che hanno trovato un bel posto dove trascorrere al meglio il loro tempo, in cui cerchiamo di trasmettere ai loro figli quello che di buono e di unico abbiamo ricevuto noi in passato. Ovviamente cerchiamo di fare questo tra mille difficoltà, ma certamente in un modo trasparente e corretto, anzitutto per le famiglie".

 

 Dopo la scomparsa - esclusivamente fisica - di Bebo Emett, la Rugby Roma si è rialzata da un duro placcaggio. Bobo Corvo, vuole proprio sottolineare l'importanza della sua figura. 

"Forse senza Bebo la Rugby Roma oggi non ci sarebbe neanche stata. L’unico che poteva svolgere questo ruolo, e che lo ha fatto egregiamente con impegno, competenza e determinazione è stato Alberto. È fortissimo il peso che sento per la sua assenza e sarà molto impegnativo riuscire ad ottenere anche solo una minima parte dei risultati sportivi e soprattutto “logistici” che grazie a lui siamo riusciti a raggiungere. Ci ha appena lasciati e per me e’ difficile parlare del sottoscritto senza dare un giusto peso a Bebo, senza il quale in questo momento saremmo stati qui a parlare di tutt'altro o forse di nulla. È soprattutto alla sua caparbietà se il nostro club è ancora in vita".

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