Questo é un periodo difficile per tutti, eppure, nei momenti difficili si vede la vera forza, si affacciano nuovi e più grandi stimoli. Nel collage qui sopra, ci sono alcuni disegni realizzati in un momento ricreativo in aula: i bambini dell'Under 10 - divisi in gruppi da 4 - dovevano disegnare una bandiera che rappresenti la Rugby Roma, quelli dell'Under 12 - in gruppi di 5 bambini - la divisa del nostro club.

All'inizio, inevitabilmente si è affacciato qualche muso lungo con l'impatto del nuovo Dpcm e delle nuove disposizioni sulla distanza in campo. I nuovi giochi, studiati appositamente dallo staff e dai coach, hanno subito portato sorrisi e divertimento tra i giovani atleti.

Non è stato facile per gli allenatori creare nuove proposte per evitare placcaggi e lotte che tanto piacciono a piccoli. Neanche la settimana prima, l'Under 6 aveva affrontato i primi esercizi per stimolare l'affettività col terreno e i primi placcaggi; i più grandi, invece, non vedono l'ora di fare contatto. "Coach, oggi facciamo sparviero, anche di nascosto?": i ragazzi, nella loro innocenza, riescono a strappare sempre un sorriso, verrebbe voglia di andare contro le regole per accontentarli facendoli giocare a sparviero, gioco che prevede l'introduzione ai placcaggi, ma in questi tempi non si può.

E allora avanti con esercizi anche complessi ma che stimolano la mente e la creatività. E la risposta dei piccoli è forte e matura. Riescono loro stessi a trovare un lato positivo in una situazione in cui altri sembrano lasciarsi andare: "Possiamo stare comunque insieme", "Possiamo continuare a venire al campo e divertirci", "Impariamo comunque cose nuove". Dal motivo per cui la Rugby Roma ha i colori bianco e nero (poi arrivò il verde), fino alla storia dei fondatori raccontata dal figlio di uno di loro o da uno dei giocatori che vinse l'ultimo scudetto: tra la clubhouse e i campi ci sono sempre molte cose da imparare.

Per i giovani giocatori più esigenti, una chiacchierata fuori campo ha aiutato ad affrontare la situazione e capire che dover organizzare gli allenamenti in modo nuovo e limitato, rinunciando di fatto al "solito rugby", ci consente di lavorare su aspetti che altrimenti avremmo trascurato, come la tecnica individuale e un maggiore lavoro mentale (esercizi complessi che richiedono una particolare concentrazione).

Le nuove disposizioni, purtroppo, non hanno colpito solo il campo: la clubhouse chiusa alle 18 vuol dire impedire ai ragazzi di mangiare un panino oppure buttarsi sul divano con una bibita da dividere col compagno di squadra. Ma neanche questo ci ferma! Così, ecco che Sabato, dopo gli allenamenti, ci si é fermati in tanti a pranzo, grazie a Carlone e allo staff che hanno preparato hamburger e patatine. E grazie a un sole che non solo bacia i belli, ma ha illuminato una giornata che si é rivelata spettacolare!

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