E' solo rimandato l'appuntamento per festeggiare tutti insieme i 90 anni della famiglia della Rugby Roma Olimpic Club 1930. Le norme e le disposizioni riguardanti l'emergenza sanitaria, non ci consentono di brindare e abbracciarci come si deve. Per celebrare questo importante evento abbiamo chiesto a chi ha fatto parte del club più titolato della Capitale di inviarci la foto di un ricordo che lo lega ai colori bianconeri. 

(Per la quantità di materiale che ci sta arrivando l'articolo è in continuo aggiornamento) 

Ecco una preziosissima testimonianza per i nostri primi 90 anni: il materiale e il ricordo di Juan Manuel Bigi, figlio di uno dei fondatori della nostra Rugby Roma, nonchè attuale coach dei giovani dell'Under 10:

"La storia della Rugby Roma nasce da un gruppo di ragazzi che volevano giocare a questo sport in un periodo in cui stava per nascere nel nostro Paese. All'epoca c'era il regime fascista che vedeva nel rugby un'attività agonistica basata sul coraggio, sulla lotta, ma soprattutto sulla serietà e sulla lealtà era considerato uno sport che condivideva la mentalità che il Fascismo voleva diffondere. Così, venivano distribuiti dei fondi economici a tutti quei circoli e quelle società sportive che avessero anche una squadra di rugby. In questo modo molti club di calcio aprirono la sezione dedicata al rugby. Molti di questi ragazzi cominciarono a giocare nelle società della Lazio e della Roma, entrambi società calcistiche: successivamente però se ne andarono perchè queste società non investivano sufficientemenre i fondi ricevuti nel rugby. Per questo decisero di staccarsi e fondare la Rugby Roma, usando le mute che aveva portato mio papà dall'Argentina: ed erano le maglie del San Isidro. Questi ragazzi, che avevano cominciato con la Lazio e con la Rugby Roma, erano stati anche i pionieri della Nazionale, ma prima ancora con la rappresentativa dei GUF - la Gioventù Universitaria Fascista - con cui rappresentavano l'Italia all'estero. Dopo alcune partite, nacque la nazionale che debuttò contro la Spagna e conservo ancora il cap num. 19 di mio papà".

Che impressioni hai della Rugby Roma di oggi?
"Le mie impressioni sono a dir poco sfavillanti: ho trovato un gruppo di persone che stanno costruendo un miracolo nella nuova casa di via Tor Pagnotta. Sono tutte persone che tengono molto a questi colori e a questo club, sono soltanto da ammirare. E' molto poco che sono tornato, ma vedo che è un club che lavora duro, il campo principale viene ripetutamente seminato e curato come del resto tutto l'impianto sportivo. Recentemente è stata aggiunta la tribuna, poi sono previsti altri campi. Ma da coach posso dire che non manca mai il materiale per svolgere gli allenamenti coi bambini e questo denota una presenza forte della società. Posso dire che mi sento molto fortunato a essere qui".

 

bigi canva

Non potevamo non dare risalto a una delle memorie storiche più  importanti del Club, Maurizio Celleno.

"Oltre alla cravatta realizzata per i 75 anni - ci scrive Maurizio - sicuramente la tessera di giocatore ed il distintivo ovale - entrambi della Rugby Roma - sono tra i miei ricordi più cari.

Testimoniano l’inizio della mia carriera d rugbista ed il primo indimenticabile successo: il titolo di Campione d’Italia Juniores 1958/59  (allora si Chiamava Coppa Cicogna) vinto  con compagni ed amici straordinari: Franco Gargiulo, Silvio Salera, Vittore Giacomini, Rodolfo Lodi, Aldo Annibaldi e battendo consecutivamente, in campo neutro a Firenze,  tre importanti Club:

3/05/59  R. Roma 6 –  Partenope 0 ( vi giocavano Augeri, Carbone, Pinto, D’Orazio, Gelormini , Di Giovanni, Trapanese…. ) Campione uscente

10/05/59 R. Roma 12 -CUS Genova 0 ( con Bollesan, Conforto, Zenone, Salt, Hill ….)

17/05/59 R. Roma 4 – Pelv Venezia 3 ( con Giugovaz , Ferrari, Rossi, Rigo, D’Alleston) n.b. La meta in quel campionato valeva sperimentalmente 4 punti + la trasformazione".

"Ho messo la maglia bianconera per la prima volta che avevo 15 anni - ci scrive Fabrizio Angelini - C'erano Buzzetti e Reversi, ci allenava Renato Balestra. Sono arrivato fino alla seconda squadra, con la prima solo qualche partita non ufficiale, ma a me pareva la nazionale! Porto da allora nel cuore quei colori, e con me, dovunque vada, la maglia, la cravatta sociale e il libro dei sessant'anni. Sarà che da piccolo mio zio mi portò a vedere l'Algida al Flaminio, ma la mia vita ha seguito e segue i principi e i valori che la Rugby Roma ha insegnato a un ragazzino di 40 anni fa. Grazie! Tanti auguri Rugby Roma"

 

 

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