Con un passato nelle arti marziali, nel calcio e nel rugby, Daniele Pergoloni dirigerà l'Under 12 assieme a Giacomo Ciampani, atleta del 1°XV che disputerà il campionato di serie B.

  • Cosa vi ha spinto ad accettare di affrontare la prossima stagione con con la Rugby Roma Olimpic Club 1930?

DP - Il mio sogno è di allenare un giorno i seniores: per arrivarci credo sia necessario rispettare un percorso coi ragazzi. Non mi poteva capitare opportuintà migliore che iniziare in "famiglia" questo lungo e importante percorso.

GC - Allenavo i ragazzi di questo club già prima dell'arrivo del club a Tor Pagnotta dove ho proseguito il percorso di allenatore. Il primo anno insieme ad Eva Belisario ci trovammo ad allenare tutte e quattro le categorie del minirugby che comprendevano venti bambini in totale. Oggi abbiamo la fortuna di avere un minirugby che è cresciuto tanto, e per me essere presente in questo staff anche per la prossima stagione vuol dire raccogliere i frutti di ciò che abbiamo fatto in questi anni e scoprire quanto ancora di bello possiamo fare insieme. Arrivo dal gruppo degli Under 8 che mi ha dato grandi soddisfazioni e non vedo l'ora di iniziare una nuova avventura con gli Under 12.

  • In quali società avete allenato in precedenza e dove siete cresciuti rugbisticamente?

DP - Lo scorso anno ho aiutato Lucio Formicola proprio con gli Under 12, il primo passo l'ho fatto con lui e mi sono trovato benissimo grazie anche ai consigli di Giampiero Mazzi. Vengo dal calcio, ebbene sì, ma rugbisticamente nasco con i Corsari Rugby di Roberto Gentile (ex Rugby Roma) a cui devo tantissimo. Quella dei Corsari è stata una bella realtà che mi ha donato il DNA ovale. Poi sono cresciuto nella Rugby Roma della "rinascita" e da circa 10 anni non mi schiodo da qui, a parte una breve parentesi in Australia (mio paese natale) dove mi sono allenato con una squadra locale di Perth.

GC - Sono cresciuto rugbisticamente giocando nella Rugby Roma 2000 dove è nata la passione e ho costruito i più bei ricordi legati a questo sport. Da giocatore ho vissuto poi bellissime esperienze alla Lazio Rugby e al CUS Roma. In quel periodo mi formai come allenatore; poi iniziai a muovere i miei primi passi in queste vesti alla Rugby Roma Olimpic Club 1930 dove mi trovo ancora adesso.

  • Quali sono gli obiettivi che vi ponete per la prossima stagione?

DP - La prossima sarà una stagione particolare. Gli eventi degli ultimi mesi hanno scosso un po' tutti e ci hanno messo davanti situazioni, anche sul campo, totalmente impreviste, basti pensare al "non contatto". L'obiettivo primario è riportare i ragazzi alla normalità il prima possibile e ripristinare lo spirito sportivo. A questa età, fondamentale per creare atleti completi tra dieci anni, il tempo ha un peso diverso da quello che vivono i grandi, ogni attimo è importante ed ogni mese vale anni. L'obiettivo sportivo quindi è recuperare sotto ogni aspetto il tempo perso e preparare i ragazzi al passaggio alla Under 14.

GC - L'under 12 è l'ultimo gradino nel minirugby e diventa molto importante preparare i bambini a ciò che verrà dopo. Punteremo quindi nel far loro acquisire una migliore conoscenza del gioco e del regolamento per renderli capaci di muoversi in un campo più grande sapendolo sfruttare al meglio. Le mie speranze sono quelle di affrontare un anno dove tutto il gruppo possa migliorare insieme sugli aspetti tecnici e divertirsi vivendo più situazioni di gioco possibili.

  • Cosa vi augurate di trasmettere ai ragazzi che andrai ad allenare?

DP - Questo sport mi ha donato molto. Ho avuto la fortuna di confrontarmi agonisticamente sia nel calcio che nelle arti marziali e posso dire che questo sport ha una magia che solo chi lo ha vissuto può davvero comprendere. A livello personale mi ha aiutato in momenti molto difficili, a partire dalla perdita di mio padre. Quello che vorrei riuscire a trasmettere ai ragazzi è l'importanza del gruppo come famiglia, di contare ognuno sull'altro ed essere sempre a disposizione del proprio compagno di squadra. Si inizia ad essere un buon sostegno in campo partendo da fuori.

GC - Il divertimento resta l'obiettivo principale da perseguire e il gioco del rugby già di suo ci aiuta molto in questo. Sarà però fondamentale, affinché i bambini si trovino pronti nelle categorie superiori, far capire che crescere e allo stesso tempo divertirsi a pieno in questo sport sono cose possibili grazie all'ascolto e il rispetto di regole e valori.

  • Cosa pensate di apportare al progetto della Rugby Roma?

DP - Entusiasmo. Voglia di crescere. Tanta passione. Ma se vogliamo andare un po' sul pragmatico, vorrei contribuire a dare continuità ad un progetto che ritengo abbia affrontato tante difficoltà, e tante ne dovrà affrontare. Aver giocato ed allenato in altri sport è un fattore da non sottovalutare: avere diversi punti di vista, aver vissuto realtà completamente diverse anche all'estero, è un bagaglio importante che voglio sfruttare al meglio. Infine, saranno utili alcune competenze professionali come l'insegnamento. Questo progetto, questa squadra, questo ambiente meritano di crescere e metterò tutto me stesso per poter contribuire nel mio piccolo.

GC - Voglio mettere la mia esperienza al servizio di questo progetto per contribuire alla crescita e alla formazione di nuovi rugbisti, cercando di creare  insieme a tutta la Rugby Roma un grande senso di appartenenza, che porti i giovani ad avere un forte legame con lo sport e il club, proprio così come è successo in passato per me.

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