Anagraficamente molto giovane, Simone D’Annunzio già vanta una discreta esperienza anche nel top del rugby italiano: dopo aver lavorato per 4 anni in Top12, sempre al fianco di Montella, il prossimo anno svolgerà il ruolo di assistente del 1° XV seniores bianconero-verde.

 

1-  Cosa ti ha spinto ad accettare di affrontare la prossima stagione con con la Rugby Roma Olimpic Club 1930?

Quando mi è stato proposto di affrontare una stagione con un club storico di Roma ero davvero entusiasta. Ritengo che per me si sia presentata la sfida giusta e ambiziosa, in un club di cui avevo già una grande stima per la dedizione al lavoro e per la progressione nel corso del tempo. Vedo tante opportunità in questa nuova sfida, sia personali sia per il club. Per me dopo anni di formazione e di crescita è il momento di mettermi in gioco e nel progetto del Club ci sono tutti i presupposti per farlo.

 

2-  In quali società hai allenato in precedenza e dove sei cresciuto rugbisticamente?

La mia storia rugbistica è varia perché ho giocato in diverse società, in primis Civita Castellana e Cus Roma (ai tempi della collaborazione tra i due club); poi Civitavecchia e Viterbo per poi tornare a Roma sempre con il Cus in serie A. Infine, ho trascorso un lungo periodo con la Lazio Rugby.  Come allenatore invece ho iniziato ad allenare da giovanissimo, parallelamente all’inizio del percorso di studi universitari in Scienze motorie. Alla Lazio ho avuto la mia crescita professionale maggiore: sono partito dal minirugby, passato per le juniores, fino a  3 stagioni da assistent coach e video analyst del Top 12.

 

3-    Quali sono gli obiettivi che ti poni per la prossima stagione?

Mi sono posto l’obiettivo di riportare la mia esperienza di allenatore ai ragazzi, di metterli sempre al centro della mia attenzione per quanto riguarda miglioramenti individuali e collettivi. Sono convinto che ogni giocatore - se stimolato nel giusto modo - può migliorarsi (ed essere motivato a farlo) e può prendere consapevolezza delle proprie abilità, così da risultare un giocatore più forte sia tecnicamente che mentalmente.

 

4-    Cosa ti auguri di trasmettere ai ragazzi che andrai ad allenare?

Spero anzitutto di trasmettergli la passione che ho per questo sport, che mi ha spinto sempre a mettermi in gioco e a superare qualsiasi sfida. Per me il rugby è uno sport vero: più dai a lui, più ti torna qualcosa indietro, soprattutto a livello umano. Al momento sono già certo che comunque uscirò arricchito anche io perché saranno i ragazzi a trasmettere a me quelle sensazioni bellissime e quei valori che questo sport ci dà, soprattutto per quanto riguarda l’appartenenza ad un club.

 

5-    Cosa pensi di apportare al progetto della Rugby Roma? 

Mi auguro di dare il mio contributo attivo per lo sviluppo del progetto, offrendo nuove idee, nuovi punti di vista che possano far crescere l’ambiente sportivo ed i ragazzi. Tutto arricchito da un grande entusiasmo e dedizione al lavoro che ho e che voglio assolutamente trasmettere al club e agli atleti.

 

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