La storia di Franco per via della saga familiare legata all'Acquacetosa, prima casa e lavoro dei genitori, poi suo palcoscenico preferito ha ripercorso in un certo senso la storia del rugby romano e della Rugby Roma in particolare.  Estremo, gran calciatore (aveva sempre un campo a disposizione per affinare tecnica e potenza....) era veramente una sicurezza: al punto che noi avanti quando un calcio avversario ci superava mica tornavamo indietro ma dicevamo:" Tanto c'è Franco che la ributta da dove è arrivata..."  Lo sentivi dietro alle tue spalle invitare la squadra a calciare in touche (prima si poteva fare dovunque) magari in contrasto con Guglielmo Colussi che invece diceva:"Apri! Apri!" ed allora era il momento in cui il pack si ribellava e non mollava più il pallone. Altri tempi, altro rugby come quando di ritorno da una Francia-Italia del 1963 a Grenoble, che gli azzurri persero sul finale dopo essere stati avanti 12-6 al 57' (e secondo Franco con la meta finale di Darrouy che era leggermente uscito in touche) diceva al padre:" A pa' li francesi venivano a mille a mille). Ci sarebbe da scrivere un libro ma ci limitiamo a qualche immagine emblematica che possa rappresentarlo al meglio. In maglia bianconera all'Arena di Milano poi con i compagni di merenda (Giorgio Martini, Giulio Cherubini, Bruno Monti, Mimmo Palmara. Giancarlo Barzanti, Piero Marini, Buby Farinelli, Sergio Silvestri...) ed ancora mentre sorregge Leonardo Riccioni e infine all'Acquacetosa dietro ai compagni a strillare:"Calcia! Calcia!"

Ciao Franco con te se ne va un pezzo di noi! Salutaci Giovanni e Candida!

di Maurizio Bocconcelli

I FUNERALI SI SVOLGERANNO MERCOLEDI' 5 FEBBRAIO ORE 10:00 PRESSO LA CHIESA DI SAN PIO V - largo SAN PIO V .

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